L’angolo dei lettori: tutti a Morcone per il Parco Nazionale del Matese

Per la rubrica “L’angolo dei lettori” riceviamo e pubblichiamo il resoconto scritto da parte di Lorenzo Piombo sull’incontro che si è tenuto presso il Centro Polifunzionale Universitas il 10 Novembre 2018 .

Un rapido e concreto avvio del Parco Nazionale del Matese: è l’unanime auspicio espresso da rappresentanti istituzionali, associazioni ambientaliste e istituzioni scientifiche riunite nell’incontro tenuto a Morcone nel pomeriggio del 10 novembre, presso l’Auditorium Universitas.

Sono intervenuti, tra gli altri, Luigino Ciarlo, Floriano Panza, Pasqualino Cusano, Antonio Di Maria, rispettivamente Sindaci di Morcone, Guardia Sanframondi, Sassinoro, Santa Croce del Sannio, quest’ultimo nella carica di Presidente della Provincia di Benevento, nonché della Comunità montana Alto Tammaro Titerno; Pasquale Maglione, Deputato al Parlamento nazionale; Gennaro Santamaria, Presidente dell’Ente Parco Geopalontologico di Pietraroia; Dante Caserta, vicepresidente nazionale WWF; Vincenzo Girfatti, Presidente del Parco Regionale del Matese; Vincenzo D’Andrea, coordinatore della Consulta del Matese, che raggruppa a sua volta decine di movimenti e associazioni attive sul territorio; Maurizio Fraissinet, zoologo, docente universitario autore di numerose pubblicazioni scientifiche, già Presidente del Parco Nazionale del Vesuvio e Commissario del Parco del Matese; Camillo Campolongo, Presidente del WWF Sannio, che ha promosso l’incontro assieme al Comune di Morcone, alla Consulta del Matese e al Comitato “La nostra terra è il Nostro Futuro”. L’incontro è stato coordinato da Lorenzo Piombo, già Presidente dell’Associazione Morconese Ambientalista.

In base alla legge 394/91 i Comuni coinvolti faranno parte della Comunità del Parco. Ciò significa entrare nella rete delle aree naturali protette, con riflessi di visibilità e promozione a livello nazionale ed europeo. Molti interventi hanno evidenziato le fragilità di un territorio esposto ad operazioni speculative, che tendono a distruggere e sconvolgere prerogative uniche non solo dal punto di vista biologico-naturalistico, ma anche sociale, produttivo e culturale. Gli interventi hanno richiamato l’attenzione alla necessità di tutela delle aree montane del versante sud del Monte Mutria, già riconosciute come Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e inseriti nei vincoli Natura 2000 della Comunità Europea, ora ferite dall’impianto di torri eoliche, con alterazione al ciclo delle acque sotterranee. Indispensabile, poi, la correzione di rotta della Regione Campania per l’impianto di trattamento rifiuti nella delicatissima zona di Sassinoro adiacente il fiume Tammaro e il Lago/Oasi di Campolattaro (Zone di protezione Speciale soggette a tutela), autorizzato senza Valutazioni di Impatto ambientale.

Il Parco aiuterà a sostenere e valorizzate le produzioni locali di qualità, agro-zootecniche, artigianali, enogastronomiche, a promuovere i flussi turistici culturali, ambientali, enogastronomici. In tal senso è stato evidenziato, per i comuni della Valle del Calore, il riconoscimento ottenuto quale Città europea del Vino.

In evidenza, ovviamente, le prerogative paesaggistiche, geologiche e floro-faunistiche del Matese, vero scrigno di biodiversità. Tra i tesori del Parco, la Cipresseta di Fontegreca, attraversata da fiume Sava: una recente eccezionale scoperta dimostra che essa è un bosco autoctono di una varietà di cipresso unica al mondo. Nello stesso contesto, la recente scoperta una nuova specie di fungo, battezzato Rhodocybe Matesina. Per non parlare dell’unicità del Dinosauro “Ciro”, tra le rocce di Pietraroia. E della conservazione di un antico patrimonio boschivo, che vede rare associazioni di faggeta mista al tasso, al carpino, all’agrifoglio. Oltre a una ricca varietà di orchidee spontanee proprio sul versante Morcone-Sassinoro.

Gli intervenuti hanno convenuto sulla necessità di promuovere il più ampio coinvolgimento delle popolazioni locali, per consentire una nuova consapevolezza delle potenzialità del territorio. Il Parco del Matese, infatti, non prevede solo vincoli (peraltro molti già esistenti), ma soprattutto straordinarie nuove opportunità di sviluppo economico e sociale. Grazie agli incentivi previsti dall’art.7 della legge 394, tutti i portatori di interesse ( Enti locali, imprenditori, aziende agricole, agrituristiche, artigianali, soggetti privati ecc) , avranno la priorità nel finanziamento di opere quali: restauro dei centri storici ed edifici di particolare valore storico e culturale; recupero dei nuclei abitati rurali; risanamento dell’acqua, dell’aria e del suolo; conservazione e restauro ambientale del territorio, comprese le attività agricole e forestali; attività culturali; agriturismo; attività sportive compatibili; fonti energetiche a basso impatto ambientale.

Il Sindaco di Morcone, Luigino Ciarlo, ha concluso con l’impegno a sollecitare ogni forma di partecipazione per avviare ad una nuova fase per la comunità e il territorio locale, già martoriato da errati interventi del passato, così da invertire la fase di decrescita economica e demografica in atto e dare prospettive di sviluppo alle future giovani generazioni.

La registrazione integrale dell’incontro è fruibile attraverso l’emittente web Radio Reset Morcone a questo link.

Lorenzo Piombo

 

 

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