L’angolo dei lettori: le mancate risposte nelle precisazioni sulla “Mia Scuola”

Per la rubrica “L’angolo dei lettori” riceviamo e pubblichiamo la contro-risposta di Davide Iannelli alla nota inviata da Salvatore Cipolletti 

Egregio arch. Cipolletti, mi dispiace del tempo che ha dovuto impiegare per rispondere alla lettera di un genitore. Ma, se avesse letto attentamente, avrebbe risparmiato tempo e fatica.
Non era Lei a poter rispondere alle questioni da me sollevate, e infatti non ha risposto.

Lo so che spesso i politici si nascondono dietro i tecnici, ed a Morcone più che altrove i confini fra tecnica e politica si confondono, e quindi ritengo utile, per i lettori anche “non tecnici” riproporre sinteticamente le questioni. Se crede, le prosegua ai giusti destinatari:

– Perché l’amministrazione comunale ha impiegato 10 anni per capire che, in zona di massimo rischio sismico, le scuole vanno adeguate e non migliorate, tant’è che solo quest’anno si è orientata verso un progetto di adeguamento della scuola media, dopo ripetute pressioni e documenti di genitori di cui Morcone.net ha dato compiuta informazione?

– Perché, nonostante la legge obblighi alla valutazione di vulnerabilità sismica sin dal 2003, e la scadenza sia stata più volte prorogata, in ultimo fino al 31 marzo 2013, la verifica si è ottenuta per il solo edificio scuola media e soltanto lo scorso anno, mentre per gli altri edifici permane l’inosservanza della legge? Lei stesso conferma, cito testualmente:”2. Per la Scuola elementare, le operazioni di verifica della vulnerabilità sismica della struttura sono in corso;3. Per il Liceo scientifico Don Peppino Diana, secondo programma, si procederà in breve periodo alla verifica della vulnerabilità sismica.”
– Si apprende, da notizia di stampa non smentite, che a Piazza Libertà andranno le scuole medie. In base a quali valutazioni? È ovvio infatti che per decidere “quali scolaresche vanno dove”, occorrerebbe avere le valutazione di vulnerabilità sismica degli altri edifici, senza le quali non si ha idea di quale possa essere il rischio delle scolaresche ivi destinate; si richiederebbe anche la concertazione con gli altri comuni da cui provengono alunni e scuolabus, visto che una scelta o l’altra incidono sia su tempi che su costi (bilanci comunali e delle famiglie) del trasporto scolastico, né guasterebbero il confronto pubblico e trasparente con autorità scolastiche, maestranze della scuola, genitori, nonchè la rivisitazione degli orari dei trasporti scolastici ed anche delle procedure di protezione civile.

Infine, rappresentavo il disappunto per una inaugurazione frettolosamente abborracciata per fini elettorali, prima che fosse veramente completato tutto, ed auspicavo che, conformemente alla storia ed al prestigio del luogo, si facesse tutto con massimo rigore, facendo prevalere la serietà sull’uso propagandistico. Ma posso assicurarLe che, ancora ieri sera, a distanza di 10 giorni dall’inaugurazione, visitando solo il piano che dà sulla piazza, ho notato la mancanza di alcune placchette sugli interruttori ed una porta antipanico che non riusciva a chiudersi; non so se anche questo Lei lo considera un elemento puramente estetico.

Per concludere, sinceramente non so come considerare la sua singolare conferma: “Gli estintori sono già stati acquistati ma non ancora messi in opera, poiché essendo la struttura non ancora utilizzata, si vuole evitare che gli stessi possano scomparire”. Ma un’inaugurazione non è già un evento pubblico per il quale devono essere pienamente operativi tutti i dispositivi di sicurezza?
In tali condizioni Lei inviterebbe gli amici ad inaugurare casa sua, senza peraltro neanche ripulire infissi e pavimenti? Io non pagherei neanche il saldo lavori.
Cordiali saluti
Davide Iannelli

 

 

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