Ridisegnare il Parco del Matese per allargare tutele territorio: la proposta del Fronte Sannita

Si riunirà alle 10.00 presso la Sala Consiliare del comune di Cerreto Sannita, il Consiglio generale della Comunità Montana del Titerno-Alto Tammaro. All’ordine del giorno anche la proposta del Fronte Sannita per la Difesa della Montagna di adottare una delibera di indirizzo per l’allargamento del Parco regionale del Matese e l’adesione al costituendo Parco Nazionale del Matese (a cavallo tra Campania e Molise) già approvato in Senato.

L’idea del parco nasce per salvaguardare il territorio e tutelare nella sua forma più naturale quelle risorse di biodiversità, naturali e di paesaggio e quelle delle attività arcaiche dell’uomo come l’allevamento, agricoltura, e tutte quelle trasformazioni frutto anche delle contaminazioni culturali e storiche oltre a quelle relative all’archeologia, all’architettura. Parco inteso, dunque, come “Museo diffuso” dove chiunque possa contaminarsi, integrarsi e, quindi, crescere.mappa_matese

Ebbene a ciò si unisce anche l’idea di allargare queste aree per ampliare le tutele, per costruire una barriera in difesa del territorio esposto sempre più a qualsiasi tipo di speculazione, uso e consumo. Territorio quello del Matese Sud-Orientale, a confine con il Molise, ricco di risorse naturali: sorgenti, pascoli, boschi ed un’infinità di risorse da esse discendenti.

“La nostra terra, quella dell’Alto Sannio – spiega Pinuccio Fappiano portavoce del Fronte Sannita per la Difesa della Montagna – è stata un’area urbanizzata dalla notte dei tempi e data la sua posizione geografica ed un clima decisamente mite che ha permesso la nascita di habitat molto particolari già oggetto di protezione dal parte della Comunità Europea: Zone ZPS-ZSC-SIC – Habitat Prioritari- Important Bird Areas. La nostra proposta prende vita essenzialmente per tutelare questi territori intrisi di storia e di cultura e che l’avidità umana e speculativa se ne sta appropriandone trasformandola in una terra da sfruttare ai soli fini economici specialmente da parte di società dell’energia elettrica che vogliono appropriarsi di territori con energie naturali preziosissime per le popolazioni in una immensa fabbrica industriale per la produzione di energia elettrica preziosa solo per le multinazionali dell’energia. La presenza di borghi storici che portano il segno delle varie antropizzazioni e dominazioni sono un esempio di stratificazione storica unica in Italia: dai primi insediamenti preistorici agli Oschi, ai Sanniti, ai Romani, ai Liguri Bebbiani e poi alle varie dominazioni dai Longobardi in poi”.

Insomma allargare le tutele anche per preservare tutti quei segni che oggi ancora troviamo e ammiriamo sul territorio ma che la quotidianità sta lentamente cancellando .

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“Ridisegnare il Parco Regionale del Matese – aggiunge Fappiano – significa allargare ed inglobare anche il territorio del Molise, ove si leggono chiaramente tratti somatici della morfologia del Matese Sud-Orientale. Le scelte fatte in passato nel disegnare i confini del Parco Regionale del Matese avevano escluso intere aree montane: Cerreto Sannita, Cusano Mutri e Pietraroja”.

Allargare i confini del Parco potrebbe essere dunque anche la spinta per ritrovare quell’equilibrio naturale nel territorio che permetta di generare lavoro ed occupazione per ripopolare i centri storici oramai svuotati per bassi redditi e da un’emigrazione giovanile devastante.

“La costituzione del Parco Nazionale del Matese – dice ancora il portavoce del Fronte Sannita per la Difesa della Montagna – è un’opportunità da non perdere e, da qui, la nostra proposta di allargamento ad aree che erano state precedentemente escluse per quell’antica ottusità politica che rispondeva non già allo sviluppo armonico di un territorio ma ad interessi che nulla avevano a che fare con la tutela e salvaguardia dei nostri Habitat. La nostra proposta è quella di inserire nel nuovo Parco Nazionale del Matese, già approvato in Senato, tutte quelle aree escluse dei Comuni di Pietraroja, Cerreto Sannita e Cusano Mutri con l’inserimento dei comuni di Guardia Sanframondi, San Lupo, San Lorenzo Maggiore, Casalduni, Morcone, Sassinoro, Campolattaro, Santa Croce del Sannio, Circello e Colle Sannita. Oramai è cresciuta la consapevolezza; la vera ricchezza a cui possiamo attingere a piene mani come indigeni dei luoghi sono le risorse che questa terra ci mette a disposizione e, se ne faremo buon uso, la terra stessa ci sarà riconoscente”.

Parte da qui dunque la richiesta che gli attivisti rivolgono alla Comunità Montana Titerno-Alto Tammaro e cioè:

“adottare un atto di indirizzo concreto al fine di preservare i nostri territori e decidere per uno sviluppo diverso ed integrato con le risorse naturali ed ambientali. Nel costituendo Parco Nazionale del Matese è necessario che entrino di diritto quei Borghi che hanno scritto la storia del Matese Sud-Orientale. Paesi finora esclusi come Guarda Sanframondi, San Lorenzo Maggiore, San Lupo, Casalduni, Pontelandolfo, Morcone, Sassinoro, Santa Croce del Sannio, Campolattaro, Circello e Colle Sannita sono quei Borghi che fanno parte di quella ‘cinta’ di protezione del Massiccio del Matese che fu il Sannio Pentro. Importantissimo – conclude Fappiano – sarà il ruolo delle Associazioni, comitati, delle Pro Loco, i GAL e quanti possano sentire l’esigenza di costruire una nuova opportunità di sviluppo armonico con l’ambiente facendo pressione sulle Amministrazioni Comunali affinché aderiscano al Parco nazionale del Matese”.

fonte ilquaderno.it

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