Giornata mondiale dell’acqua: tuteliamo le risorse idriche della Nostra Terra

 

A istituirla, nel 1992, è stata l’Onu, che nei giorni scorsi ha lanciato il suo allarme: da qui al 2050, se le risorse idriche non saranno gestite meglio, 5 miliardi di persone dovranno fare i conti con la carenza d’acqua per almeno un mese all’anno.

Non c’è bisogno di spiegarlo: l’acqua è essenziale per la vita e non possiamo prenderci il lusso di perderla!

E’ per questo che noi del Comitato civico “la Nostra Terra e il Nostro futuro”, con l’aiuto di persone esperte e competenti, ci stiamo impegnando concretamente per cercare di salvaguardare le risorse idriche della nostra terra.

Non serve aspettare la Giornata Mondiale dell’Acqua per richiamare l’attenzione sull’importanza di valorizzare e proteggere le nostre sorgenti. Le azioni devono essere quotidiane e devono portare a garantirci che non corriamo, in nessun caso, il rischio di perdere il nostro oro blu.

Purtroppo, con dati alla mano, oggi sappiamo che circa 15 milioni di metri cubi di acqua potabile che scorrono nelle cavità carsiche della nostra montagna sono a rischio devastazione. Sui nostri crinali, infatti, stanno costruendo mega impianti eolici le cui palificazioni interferiscono inevitabilmente con le falde acquifere che ci assicurano acqua per consumo umano.Perché abbiamo deciso di correre questo rischio?

La natura ha la soluzione. È questa la chiave scelta dall’Onu per celebrare il World Water Day 2018.

La natura ci offre semplici soluzioni per conservare e ripristinare il ciclo naturale dell’acqua, impedendo che la nostra più importante risorsa vada perduta. E, invece, noi uomini abbiamo deciso di distruggerla. Perché? Qual è la posta in gioco che vale più della nostra sopravvivenza in questi luoghi?

Abbiamo la fortuna di avere un territorio, quello del Matese, stracolmo di acque cristalline e dobbiamo impegnarci tutti a preservarle proteggendo e risanando gli ecosistemi legati all’acqua, comprese le montagne, le paludi, i fiumi, le falde acquifere e i laghi. E questo non lo si fa, certamente, conficcando una miriade di pali eolici di quasi 30 metri nelle viscere delle nostre montagne!

Il ciclo naturale dell’acqua della nostra terra è potenzialmente a rischio con questi impianti. Questo significa che le nostre comunità vedranno ridursi la disponibilità di acqua dolce di cui hanno bisogno per sopravvivere e prosperare e, a breve, si assisterà, inevitabilmente, ad un depauperamento dei suoli, dei fiumi, dei laghi e quindi dei nostri ecosistemi.

L’anno 2017 lo ricorderemo per la forte siccità che abbiamo faticosamente sopportato. Se, però, continuiamo di questo passo, ignorarando le progettazioni rischiose che stanno interessando la nostra terra, si accentuerenno le crisi idriche legate alla disponibilità ed accesso all’acqua potabile.

Tutti insieme possiamo creare i presupposti per vivere, e non sopravvivere, in questi territori garantendoci l’accesso sicuro all’acqua e creando i presupposti per garantirlo anche alle generazioni future.

Tuteliamo le risorse idriche della nostra terra. E’ un nostro dovere… è un dovere di tutti!

 

 

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