Rapina e tentata violenza sessuale, nella notte la svolta

Tutto ha avuto origine da una telefonata ai Carabinieri: alle 19 di ieri sera una voce femminile ha denunciato di essere stata vittima di una rapina da parte di due individui. Secondo il racconto, il tutto è avvenuto lungo la SP55, in località Sferracavallo, quando la ragazza di 30 anni originaria di Morcone ma residente a Santa Croce del Sannio, veniva fermata a bordo della sua auto da una vettura che impediva il passaggio lungo la carreggiata. A quel punto due uomini di colore nascosti nell’immediata vegetazione avrebbero colto di sorpresa la giovane, fatta uscire dall’abitacolo e, mentre il primo si appropriava degli effetti personali e del denaro in auto, il secondo bloccava la ragazza strappandole i vestiti ed esercitando violenza sul suo corpo.

Giunti sul posto i Carabinieri del Comando Stazione di Morcone coadiuvati dal Nucleo operativo della Compagnia di Cerreto hanno attivato immediatamente le indagini, procedendo per rapina e tentata violenza sessuale mentre la trentenne veniva trasportata in codice rosso presso l’Ospedale Fatebenefratelli di Benevento per le cure e verifiche mediche del caso.

Intanto gli elementi preliminari raccolti dagli inquirenti in poche ore hanno subito evidenziato l’incongruenza del racconto della donna, la quale non riportava segni di violenza dopo la visita in Ospedale, venendo difatti dimessa poche ore dopo. In seguito convocata negli uffici del comando Stazione Carabinieri di Morcone per formalizzare l’accaduto e raccogliere tutti gli elementi mancanti per l’indagine, tutti gli elementi diventavano sempre meno credibili: dopo una lunga serie di accertamenti e verifiche degli inquirenti, la giovane ormai alle strette crollava nella sua testimonianza scoppiando in lacrime e confessando agli investigatori tutta la verità: l’episodio denunciato era stato solo frutto della sua fantasia, non c’era stata alcuna rapina o aggressione.

La donna aveva progettato tutto alla perfezione al solo fine di potersi giustificare dell’ammanco di alcuni soldi che aveva speso invece di riportare a casa; non trovando una giustificazione e per paura di essere ripresa dai familiari, aveva pensato bene di giustificarsi inventando una rapina così poco probabile, arrivando anche a strappare gli indumenti che aveva indosso e fingere di essere stata anche molestata. La messa in scena è stata prontamente smascherata dai Militari che in tardissima serata hanno indagato formalmente la donna per procurato allarme, false dichiarazioni a pubblico ufficiale e simulazione di reato, trasformandosi di fatto da sedicente vittima ad accusata, e che dovrà difendersi dalle accuse formulate nelle aule del Tribunale di Benevento assistita dall’Avvocato Fortunato, nominato dalla stessa difensore di fiducia.

 

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