L’angolo dei lettori: l’Importanza della prevenzione attraverso la Protezione Civile

Per la rubrica “L’angolo dei lettori“, riceviamo e pubblichiamo un’interessante riflessione sul ruolo della Protezione Civile e su come funziona (o dovrebbe) a Morcone. Per altri contribuiti c’è sempre la possibilità di scriverci utilizzando l’apposito modulo che trovate in fondo alla pagina.

 

Risale ormai a più di un anno fa l’avviso con il quale il Comune di Morcone apriva le iscrizioni per la costituzione del gruppo comunale “Volontario di protezione civile” al quale ho aderito volentieri.

L’avviso era successivo all’approvazione nel 2015 del Piano di Emergenza Comunale, redatto con un finanziamento di trentamila euro, da parte della regione Campania. Il piano è il documento che con studi e cartografie individua le criticità del territorio e delle infrastrutture, i punti di raccolta, le procedure da seguire in caso di eventi calamitosi e le procedure di soccorso.

Seguiva a metà dicembre 2016 il primo incontro organizzativo che mi ha permesso di conoscere i nominativi degli altri “volontari” e il coordinatore del gruppo Generoso Cipolletti, insieme al quale i rappresentanti dell’Amministrazione avrebbero dovuto organizzare le future attività.

Con delibera di Giunta n. 1 del 3 gennaio 2017 veniva integrato ufficialmente il nucleo dei volontari della Protezione Civile, organizzato secondo “le modalità e finalità del Regolamento dei Volontari di Protezione Civile, approvato con deliberazione consiliare n. 24 del 30/10/2007”; con medesimo atto si delegava il Responsabile del Settore Manutentivo Vigilanza all’acquisizione delle attrezzature necessarie (mai acquistate!) e si prevedeva, inoltre, di istituire annualmente un capitolo di spesa del bilancio comunale per far fronte alle spese di gestione, ed anche la costituzione di una banca dati comunale.

Fin qui tutto in regola, ed anche l’aver scelto, unilateralmente, il coordinatore del gruppo prima dell’incontro organizzativo, trovò d’accordo tutti i presenti, sia per il profilo personale e professionale sia perché l’obiettivo aveva un fine molto più alto: “tutelare l’integrità della vita e del territorio”.

Dopo questo incontro tutto tace.

Anche la banale richiesta, sul gruppo whatsapp appositamente creato, di avere copia del regolamento dei volontari riportato nella delibera non ha avuto nessun riscontro. Nessun incontro, nessuna proposta, nessuna condivisione. Nessuna consapevolezza dell’importanza del gruppo di volontari per la protezione civile. Niente di niente.

Solo l’approvazione della convenzione con la Croce Rossa Italiana Comitato di Benevento rappresentata dall’Avv. Stefano Tangredi e un messaggio del 30 agosto 2017 per invitare alla partecipazione ad un corso formativo della protezione civile, nei giorni immediatamente successivi, presso un centro turistico di Frasso
Telesino.

Intanto il gruppo whatsapp viene progressivamente abbandonato.

Non mi aspettavo di far parte di un gruppo che di lì a breve si sarebbe trasformato negli “angeli del fango”, ma sicuramente auspicavo un maggior impegno da parte dell’amministrazione nel valorizzare i volontari e nell’organizzare attività finalizzate sul territorio. Si è perso un intero anno senza fare niente e mi auguro che non se ne perda un altro allo stesso modo. Non è accettabile che non venga consegnato ai partecipanti un semplice “Regolamento sul funzionamento del servizio”.

Il piano di protezione civile, o il gruppo di volontari, non devono essere visti come un obbligo istituzionale per dare qualche incarico tecnico, o per ottenere finanziamenti per rifare le pavimentazioni di una delle strutture della fiera; dovrebbero invece essere gli strumenti su cui una comunità conta per poter affrontare al meglio le emergenze. Viviamo in una delle zone a più alto rischio sismico. Tenuto conto del periodo di ritorno – statistico – di eventi sismici, non sono da escludere terremoti anche nella nostra area del Matese, caratterizzata dalla presenza di un sistema di faglie (fratture della roccia).

È evidente quindi, l’importanza della prevenzione per essere preparati. Spero che ci sia un’inversione di tendenza.

Mi auguro che anche a Morcone si crei un gruppo di volontari della protezione civile, costituito da uomini e donne, che gratuitamente mettano a disposizione tempo, energie e conoscenza per proteggere la vita e l’ambiente. Volontari che, confrontandosi con chi ha conoscenze ed esperienze, possano essere utili, in caso di eventi calamitosi, per prestare soccorso e assistenza alle popolazioni.

La prevenzione, non è una scelta politica, ma una scelta culturale e sociale che deve far sì che il confronto avvenga prima che un evento si manifesti. Siamo ancora in tempo per cambiare rotta, tirando fuori dai cassetti il piano della protezione civile e facendolo diventare uno strumento di confronto.

Intanto nelle nostre scuole le prove di evacuazione vengono effettuate dalla Protezione Civile di Pontelandolfo a cui va il nostro grazie, mentre la nostra Amministrazione volge lo sguardo altrove.

autore Luigino Ciarlo

 

 

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