Eolico in montagna: Il business del vento, le pale e una montagna da salvare

Antonio Corbo ha realizzato un’interessante video inchiesta pubblicata su “Anteprima 24” dal titolo “L’eolico selvaggio pronto ad invadere il Matese. Con il favore della politica che pensa solo a battere cassa”.  Nel video, un riassunto di cosa è successo finora e il futuro che attende il nostro territorio, con l’approfondimento del ruolo di Morcone, designato come punto cruciale dell’invasione dell’eolico sul Matese.

Lo hanno chiamato il Lupo del Matese. Giuseppe Fappiano, cerretese, tra i promotori del Fronte Sannita per la difesa della montagna, della battaglia contro l’eolico selvaggio ne ha fatto una ragione di vita, fino quasi a metterla a rischio, la vita, con uno sciopero della fame interrotto solo dall’aut aut dei medici: o la smetti o ti fai male.

Non poteva che essere lui, Pino, dunque, ad accompagnarci in questo viaggio lungo le pendici del Matese sud-orientale. Pochi minuti di macchina dal centro di Cerreto Sannita e ti sembra di aver viaggiato per ore.

Ti ritrovi in un altro mondo. Perché diversi sono i suoni che percepisci, sconosciuti i profumi che penetrano le tue narici, nuovi i colori che i tuoi occhi si divertono a scrutare. Ti viene quasi naturale aspettare il tuo turno, in fila di fianco a una mucca, per bere un po’ di acqua fresca gentilmente offerta da una sorgente naturale aperta 24 ore su 24, da secoli.

Ed è così che prendi consapevolezza che la distanza che hai percorso non la puoi misurare in chilometri ma in tempo. E allora comprendi che sei arrivato davvero lontano. Ben più lontano dei quindici minuti di orologio che hai trascorso in macchina. E se ancora non lo hai capito, a spiegartelo è l’arrivo del Capovaccaio, un piccolo avvoltoio che l’enciclopedia non a caso definisce ‘del vecchio mondo’. E che in questo massiccio si è ritrovato come a casa.

Un incanto che potrebbe presto spezzarsi.

La montagna sta per cambiare padrone. Gigantesche pale eoliche prenderanno il posto dei lupi, quelli veri.

Come una beffa, sarà quella che chiamano energia verde a sfigurare per sempre – e in peggio – il volto della montagna. Una distesa di pale eoliche e il Matese farà il suo ingresso nel ventunesimo secolo, smarrendosi.

Un passaggio che la politica non ha voluto e saputo evitare.

Le istituzioni hanno fatto poco o nulla per difendere un patrimonio che è di tutti. In forza di un potere che dura pochi anni, troppi sindaci hanno acconsentito allo sfregio perenne di ciò che c’è sempre stato e che sempre ci sarà, anche se non sarà più lo stesso.

Pure con loro abbiamo cercato una interlocuzione. Ma inutilmente. Agli attivisti del Fronte è bastato uno squillo del telefono per essere con noi. E’ continuato a suonare al vuoto, invece, quello del sindaco di Morcone Costantino Fortunato.  Neanche l’invito via Pec ha trovato risposta. Perché insistere? A parlare per lui ci sono fatti e atti, buon ultimo il ricorso contro il provvedimento di sequestro del cantiere della Montagna di Morcone dove erano iniziati – senza la cartellonistica necessaria e in mancanza di autorizzazioni efficaci – i lavori per la costruzione del parco.

Ma per un confronto siam sempre qui. Discorso che estendiamo a tutti i rappresentanti istituzionali del territorio. A quelli favorevoli al progetto eolico che interessa il Matese beneventano e la Valle del Tammaro e anche a chi si dichiara contrario, considerato che pure con la fascia tricolore di Santa Croce del Sannio ogni tentativo di entrare in contatto è risultato vano.

Restiamo noi. Noi e Pino. Noi, Pino e quanti tra la montagna e la pala hanno deciso da che parte stare, scegliendo la parte del più debole. Che in un mondo in cui tante cose vanno alla rovescia non è la pala ma è la Montagna.

fonte anteprima24.it

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