Arte per tutti: la presentazione della 24h dell’arte

 

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“Lascia che ti chieda una cosa: che cos’è che non arte??”. Questa citazione anonima apparsa sui muri di diverse città rende chiara una cosa: definire l’arte è attività quantomai laboriosa. Se interrogassimo più persone sull’argomento riceveremmo definizioni tutte discordanti tra di loro. La difficoltà nel fornire un’identificazione univoca dell’arte permette l’estensione di tale concetto ad ogni campo di applicazione.

Venendo meno limiti e barriere, tutto diventa arte.

Questa è una delle considerazioni che noi membri dell’associazione Verdemente abbiamo concepito in sede di progettazione della 24 ore dell’arte, il futuro evento che colorerà di suoni, immagini, parole e sensazioni la Villa Comunale di Morcone lunedì 8 agosto. L’arte è sconfinatamente libera e quindi liberi devono essere gli artisti. Liberi di esprimersi, di manifestare le proprie sensazioni nella maniera da loro ritenuta più idonea.

Per questo motivo il parco comunale Tommaso Lombardi si riempirà di attività disparate: dalla musica alla pittura, dalle mostre fotografiche al momento di letteratura con la presentazione dei libri, dai laboratori artistici per i bambini alla scultura, fino alle proiezioni cinematografiche di cortometraggi e video. Non mancheranno momenti artistici estremamente curiosi, come l’autocreazione di un dipinto su tela tramite le vibrazioni indotte dalle casse che riproducono canzoni scritte secondo sequenze matematiche oppure momenti di ritrattistica.

Nella fase di progettazione dell’evento, un’altra forza motrice che ci ha spinti a realizzare un evento così poliedrico è stata la forte necessità di una valorizzazione del territorio, uno dei propositi più importanti che l’associazione si pone, anche da un punto di vista artistico. Al momento della compilazione della bozza delle persone che potevano e volevano partecipare, la lista è risultata sorprendentemente lunga; dare voce a questi artisti è passato quindi dall’essere un piacere ad essere un dovere sia verso il territorio, che merita di essere messo in mostra anche tramite il piccolo operato di gente locale che verso gli artisti stessi, i quali meritano il riconoscimento per le loro attività.

Per noi è inoltre necessario costruire, o perlomeno provare, un rapporto tra l’artista e il pubblico, dato che la storia insegna che è sempre il gusto della gente a valutare un prodotto. Abbiamo notato che a livello locale tutto ciò manca e che solo con questo ideale “do ut des” si potrà creare un ingranaggio ciclico, che porterà riconoscimenti e soddisfazioni all’artista e genererà piacere al fruitore.

Degas diceva che “l’arte non è ciò che vedi, ma ciò che fai vedere agli altri”; le sue parole svelano gli altri obiettivi della giornata dell’8 agosto: ci auguriamo che sia un lasso di tempo alterato dal piacere creato da un qualsiasi momento artistico. Speriamo che il pubblico possa rimanere incantato da una fotografia perché la sua messa a fuoco è particolare, da un accordo di chitarra perché suona innovativo e orecchiabile, da una pennellata perché appare vivace e graffiante.

E speriamo che gli artisti riescano nel fine ultimo dell’arte secondo Paul Klee, “non riprodurre ciò che è visibile, ma rendere visibile ciò che non sempre lo è”. Se ciò riuscisse, l’ingranaggio di cui parlavamo sopra potrebbe davvero partire. E sarebbe un bene per tutti, a partire da noi, fino ad ogni membro della nostra società, che ha bisogno di crescere e rinnovarsi anche con questi contesti.

Non c’è alcun motivo per mancare: vi aspettiamo lunedì 8 agosto.

 

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